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the unification monument monumento unificazione europa plovdiv bulgaria Courtesy of ©1995-2008 PlovdivGuide.com
Plovdiv, la superba
di Flaminia Giurato
Notoriamente orgogliosi di Plovdiv, i bulgari tessono lodi della seconda città della Bulgaria, nota per la sua origine antichissima e per le rovine archeologiche ancora in vista a testimonianza di un glorioso passato.
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I bulgari sono notoriamente orgogliosi di affermare che Plovdiv, sorta all’incrocio tra Oriente ed Occidente sulle rive del fiume Marica, sia antichissima, più di Atene, Roma o Costantinopoli. Seconda città della Bulgaria, fu fondata dai Traci, conquistata da Filippo II il Macedone e in seguito dai Romani. Proprio i superbi resti romani portati alla luce dagli scavi archeologici sono a testimoniare l’importanza della città: strada lastricate, edifici residenziali, templi, terme, l’anfiteatro e il bellissimo teatro.

Ma anche Bizantini, Unni, Turchi e Slavi, questi ultimi le diedero il nome attuale, hanno creato la storia di Plovdiv ed hanno lasciato le loro tracce in un crogiuolo di culture e di epoche. Nel centro storico i resti romani convivono con gli edifici moderni, le chiese ortodosse con le moschee, la sinagoga con la chiesa cattolica. La Torre Turca dell’Orologio è una delle più antiche d’Europa e le ricche case di epoca risorgimentale sono magnificamente conservate.

Fascino irresistibile è sprigionato soprattutto dalla parte antica, con le stradine lastricate, i cortili interni fiancheggiati da mura, gli edifici dai vivaci colori con i balconi in legno intagliato e i piccoli spazi che ospitano minuscoli caffè e trattorie. Area di grandissima importanza architettonica e monumentale è la Plostad Dzumaija, il cuore del centro storico: la piazza prende il nome dall’imponente moschea dalla mole compatta, fondata nella seconda metà del Trecento e ancora usata dalla comunità islamica.

All’angolo meridionale è visibile una parte dello Stadio Romano, risalente all’epoca di Marco Aurelio. La Katedrala, dedicata alla Vergine, è la prima chiesa bulgara nella quale il bulgaro sostituì il greco nella liturgia. Il Museo Etnografico ha trovato la sua splendida sede in quella che una volta fu l’abitazione del mercante turco Argir Kojumdzoglu: la facciata tripartita con un fregio dipinto sul frontone, motivi floreali, splendidi soffitti in legno intagliato ben rappresentano l’architettura tipica di Plovdiv.

Le raccolte del museo documentano le attività tradizionali della città, come la distillazione dell’olio di rosa o la preparazione dello yogurt, e sono esposti anche costumi popolari, prodotti artigianali come tappeti, coperte e tessuti, maschere e strumenti musicali. E se storia, arte e architettura non bastassero a soddisfare le curiosità del visitatore esigente, un discorso a parte si può fare per la gastronomia che offre vere delizie per il palato, per andare alla scoperta di prelibatezze che vanno al di là del noto yogurt bulgaro.

Nella foto: Monumento dell'Unificazione, courtesy of ©PlovdivGuide.com
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