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| ARTE & CULTURA |
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| Plovdiv, la superba |
| di Flaminia Giurato |
Notoriamente orgogliosi di Plovdiv, i bulgari tessono lodi della seconda città della Bulgaria, nota per la sua origine antichissima e per le rovine archeologiche ancora in vista a testimonianza di un glorioso passato.  |
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I bulgari sono notoriamente orgogliosi di affermare che Plovdiv,
sorta all’incrocio tra Oriente ed Occidente sulle rive del fiume Marica, sia
antichissima, più di Atene, Roma o Costantinopoli. Seconda città della Bulgaria,
fu fondata dai Traci, conquistata da Filippo II il Macedone e in seguito dai
Romani. Proprio i superbi resti romani portati alla luce dagli scavi
archeologici sono a testimoniare l’importanza della città: strada lastricate,
edifici residenziali, templi, terme, l’anfiteatro e il bellissimo teatro.
Ma anche Bizantini, Unni, Turchi e Slavi, questi ultimi le diedero il nome
attuale, hanno creato la storia di Plovdiv ed hanno lasciato le loro tracce in
un crogiuolo di culture e di epoche. Nel centro storico i resti romani
convivono con gli edifici moderni, le chiese ortodosse con le moschee, la
sinagoga con la chiesa cattolica. La Torre Turca dell’Orologio è una
delle più antiche d’Europa e le ricche case di epoca risorgimentale sono
magnificamente conservate.
Fascino irresistibile è sprigionato soprattutto dalla parte antica, con le
stradine lastricate, i cortili interni fiancheggiati da mura, gli edifici dai
vivaci colori con i balconi in legno intagliato e i piccoli spazi che ospitano
minuscoli caffè e trattorie. Area di grandissima importanza architettonica e
monumentale è la Plostad Dzumaija, il cuore del centro storico:
la piazza prende il nome dall’imponente moschea dalla mole compatta, fondata
nella seconda metà del Trecento e ancora usata dalla comunità islamica.
All’angolo meridionale è visibile una parte dello Stadio Romano,
risalente all’epoca di Marco Aurelio. La Katedrala, dedicata alla
Vergine, è la prima chiesa bulgara nella quale il bulgaro sostituì il greco
nella liturgia. Il Museo Etnografico ha trovato la sua splendida sede in
quella che una volta fu l’abitazione del mercante turco Argir Kojumdzoglu: la
facciata tripartita con un fregio dipinto sul frontone, motivi floreali,
splendidi soffitti in legno intagliato ben rappresentano l’architettura tipica
di Plovdiv.
Le raccolte del museo documentano le attività tradizionali della città, come la
distillazione dell’olio di rosa o la preparazione dello yogurt, e sono esposti
anche costumi popolari, prodotti artigianali come tappeti, coperte e tessuti,
maschere e strumenti musicali. E se storia, arte e architettura non bastassero
a soddisfare le curiosità del visitatore esigente, un discorso a parte si può
fare per la gastronomia che offre vere delizie per il palato, per andare
alla scoperta di prelibatezze che vanno al di là del noto yogurt bulgaro.
Nella foto: Monumento dell'Unificazione, courtesy of ©PlovdivGuide.com |
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