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Trieste e Venezia faranno sistema sulle grandi navi
di Andrea Bulgarelli
Crocieristica. Vantaggi degli alti fondali. PIANO DI COLLABORAZIONE L'assessore Maurizio Bucci: «Gli scafi di stazza maggiore possono essere dirottati qui con collegamenti ferroviari verso il Veneto per i turisti».
TRIESTE
È destinato a crescere l'interscambio nel settore turistico e crocieristico tra i Comuni di Trieste e Venezia. La profondità dei fondali con possibilità di attracco per navi da oltre 300 metri fanno dello scalo giuliano l'alternativa ideale. «Quella recentemente sottoscritta - spiega Maurizio Bucci, assessore all'Urbanistica e al Turismo con delega alle attività collegate al mare del Comune di Trieste, che lunedì scorso ha incontrato Enrico Mingardi, assessore pari ruolo di Venezia - è una collaborazione senza timori di concorrenza: le navi che superano i 300 metri non possono ormeggiare a Venezia ed è logico dirottarle a Trieste. Poi, con collegamenti diretti di Trenitalia, si potrebbe far giungere i turisti a Venezia. E qui non parliamo di "fantaturismo": il collegamento diretto via treno è stato già realizzato nel 2007 per i passeggeri della Queen Elisabeth II». All'incontro di lunedì, tenutosi nella città lagunare, erano presenti anche il presidente del Terminal passeggeri di Trieste, Franco Gerini, e di Venezia, Sandro Trevisanato.

Trieste si sta collocando a metà tra home port e call port, in pratica tra scalo di imbarco-sbarco e scalo di sosta giornaliera. I numeri sono sempre più interessanti: 44.900 crocieristi nel 2006, 56.300 nel 2007 e una proiezione consolidata di 102.784 per il 2008. L'anno appena iniziato vedrà la conferma domenicale di Costa Crociere (27 maggio-30 settembre) che cambia nave passando dalla "Marina" da 850 passeggeri alla "Classica" da 1.500 e quella al lunedì di Msc con "Opera" (15 settembre-24 novembre) con 1.200 passeggeri. Scalo straordinario per Msc "Musica" il 22 febbraio con a bordo 2.200 tour operator e conseguente operazione promozionale per Trieste. «La "Musica" - sottolinea Bucci - andrà poi al bacino San Marco per le operazioni di carenaggio. Costa Crociere e Msc hanno scelto di fare eseguire questo tipo di interventi anche a Trieste».

Da segnalare dopo un anno di scali a Capodistria il ritorno a Trieste di "The Emerald" (ogni lunedì dal 12 maggio a fine settembre) del gruppo Thomson Cruises, nonché tre toccate della compagnia luxury Crystal Cruises con la "Crystal Serenity" per sperimentare lo scalo in vista di uno sviluppo nel 2009. A parte il doppio ritorno della "Queen Elisabeth II" vanno segnalati nel settore luxury gli arrivi di velieri a 5 alberi e fino a 300 passeggeri della Windstar Cruises, frutto dell'accordo fra il Comune di Trieste e i porti della costa croata nell'ambito del progetto "East Adriatic Route". «Il capoluogo regionale - conclude Bucci - potrebbe sostenere 850-900mila passeggeri annui. Secondo l'Istat ogni crocierista spende in media in città 75 euro, che diventano 8 milioni per il 2008. Ma da un recente studio dell'Autorità portuale di Rotterdam presentato ad Amburgo al Sea Trade del Mediterraneo ogni passeggero, in operazioni di home port, vale per l'indotto 260 euro».

Articolo tratto da Il Sole 24 ORE del 30 Gennaio 2008 
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