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BOLOGNA
Con un giro d'affari che sfiora il miliardo di euro,
l'Emilia-Romagna, secondo i dati Aiceb (Associazione italiana centri benessere)
ha mantenuto nel 2007 il quinto posto in Italia (dopo Trentino Alto-Adige,
Campania, Veneto e Toscana) per presenza di attività legate al benessere. Non
si tratta solo di beauty farm, che costituiscono pur sempre il 70% delle
strutture, ma anche terme, piscine, palestre, negozi di estetica, alberghi e
agriturismi attrezzati che integrano turismo e benessere.
E per il 2008 la situazione della regione si prospetta
ancora migliore. «Considerando che il 2007 ha assicurato una crescita degli
affari del 30% rispetto al 2006 – spiega il presidente nazionale Aiceb,
Gianmarco Rossi – l'anno in corso riserverà al settore un ulteriore aumento del
15%, in linea con l'andamento nazionale degli ultimi anni. Fondamentale, in
questa evoluzione, è la capacità delle strutture di convertirsi al cambiamento
degli stili di vita della gente».
Intanto crescono i clienti e aumenta il numero delle
strutture. Secondo l'osservatorio Cna Emilia-Romagna, tra il 2006 e il 2007 c'è
stato un incremento delle attività del 3,8 per cento. «La novità – spiega
Daniele Dondarini, responsabile dell'Unione Benessere e Sanità Cna,
Emilia-Romagna – è che nel settore tendono a investire imprenditori giovani che
non superano i 40 anni di età. Segno che il comparto tira e può essere
affrontato in un'ottica di lungimiranza, senza eccessive paure per il futuro,
ma con la garanzia, invece, di una continua espansione».
Con circa 13 milioni di euro sui 100 di fatturato
complessivo (comprensivo delle prestazioni riabilitative e convenzionate col
Servizio sanitario nazionale) un grosso contributo arriva dal wellness termale.
Dai dati Coter (Consorzio del circuito termale dell'Emilia-Romagna) il 2007 è
stato un anno di assestamento. Il bilancio è rimasto pressoché invariato (i
dati dell'ultimo trimestre sono attualmente in fase di elaborazione, ma
confermerebbero per l'anno scorso il volume d'affari del 2006); a mutare è
stata invece la richiesta della clientela. In particolare il benessere, al 30
settembre 2007, segnava un aumento del 6,8% rispetto allo stesso periodo 2006.
In crescita del 13,7% anche le cure riabilitative.
Per contro, si è registrata
una diminuzione del 2,6 per cento delle prestazioni convenzionate, che
rimangono comunque la voce più consistente del fatturato. «La clientela
"benessere" – conferma Lino Giglioli, presidente Coter - ha le idee
chiare: chiede massaggi, bagni turchi, trattamenti vari per il corpo e ogni
anno spende tra i 275 e i 300 euro a persona».
Circa 40mila – su 330mila totali – sono stati nel 2007 gli
arrivi nei 24 stabilimenti dell'Emilia-Romagna. Si tratta di una clientela
adulta, costituita nel 68,4% dei casi da donne, anche se gli uomini, rispetto
al 2006, sono aumentati del 13 per cento.
Relativamente all'età, il 38% degli
utenti ha tra i 31 e i 45 anni; il 29,6% ha tra i 46 e i 60 anni; il 19,5% ha
meno di 30 anni. Si tratta normalmente di coppie che sfruttano i week end, non
più e non solo quelli dei mesi primaverili ed estivi.
«Nel 2007 – puntualizza Giglioli – dopo una leggera
flessione dello 0,8% registrata a settembre, la ripresa è avvenuta proprio
nell'ultimo trimestre». Anche per questo «considerando il fatto che sono molti
i clienti che alla vacanza tradizionale preferiscono il fine settimana lungo,
stiamo cercando di potenziare la capacità di attrazione turistica delle terme».
IN CASSA
100 milioni - Il business termale
Vale otre 100 milioni il business delle terme. Ma, mentre
tende a flettere la quota di prestazione in convenzione con il servizio
sanitario nazionale, aumenta il peso del wellness.
1 miliardo - Il "giro" del wellness
Considerando tutto il settore del benessere la regione
Emilia-Romagna è al quinto posto in Italia dopo Trentino-Alto Adige, Campania,
Veneto e Toscana per i ricavi di settore.
Articolo tratto da Il Sole 24 ORE del 23 Gennaio 2008 |