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Continua l’ascesa dell’agriturismo
di Massimiliano Rella
Il business delle vacanze. Nel 2007 il numero di strutture è aumentato più della media nazionale - GIRO D'AFFARI BASSO Secondo i dati Agriturist il fatturato per azienda è sotto i 56mila euro (dato italiano) ma è in via di recupero.
Nelle regioni del Sud l'offerta agrituristica cresce oltre la media nazionale, accorciando le distanze dalle realtà del Centro e del Nord. Secondo le stime di Agriturist, associazione promossa da Confagricoltura, in Italia il fenomeno agrituristico gode di ottima salute e registra tra il 2006 e il 2007 un aumento del 6,7% per numero di aziende. Offerta che è composta non solo dagli alloggi per i visitatori, ma da un insieme di attività riconosciute dalla legge-quadro (la 96/06) e connesse in misura non prevalente al lavoro dei campi. Oltre all'alloggio, quindi, si tratta della ristorazione, degli agricampeggi, delle aree sosta camper e delle attività ricettive e culturali, come per esempio le fattorie didattiche, le strutture per lo sport e quelle per il tempo libero.

In Puglia le aziende agrituristiche sono passate da 265 a 295 in un anno (+11,3%), in Calabria sono addirittura cresciute del 39,1% tra il 2006 e il 2007 (da 330 a 459). Ma il dato calabrese è in parte motivato dal ritardo con cui molte Amministrazioni comunali hanno comunicato alla Regione la presenza di nuovi agriturismo. In buona parte, invece, dipende da un'effettiva crescita dell'offerta: solo i soci Agriturist della Calabria, la principale associazione di categoria, sono aumentati in un anno di oltre il 50%. Ed è probabile che il numero salga ancora, poiché la legge nazionale del 2006 ha introdotto alcune semplificazioni amministrative, come la dichiarazione di inizio attività da parte dell'agricoltore all'Ente locale.

Tornando ai dati del Sud, la Basilicata è l'unica realtà con un'offerta stabile (di 240 aziende sia nel 2006 sia nel 2007), mentre la Campania cresce tra un anno e l'altro del 2% (da 734 a 749 aziende agrituristiche) e la Sicilia del 5,8% (da 377 a 399). Entrambe sotto la media nazionale, in realtà dal 2004 a oggi Sicilia e Campania hanno recuperato molto terreno e sono cresciute anche nei periodi di bassa stagione. Andrà valutata tuttavia la probabile battuta d'arresto che subirà nel 2008 il settore turistico in Campania, a causa dell'emergenza rifiuti e del conseguente danno d'immagine, in particolare nelle province di Napoli e Caserta. Ma è ancora presto per i bilanci.

Il consuntivo del giro d'affari delle aziende del settore si aggira invece su una media nazionale di 56.350 euro all'anno. «Al Sud il valore è leggermente più basso, anche se tutto il Mezzogiorno negli ultimi anni ha dato segni di forte vitalità – commenta Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist –. In generale, la stagionalizzazione dell'accoglienza al Sud è più marcata che al Centro e al Nord, però questo è un fenomeno che si sta attenuando grazie alla crescita della domanda locale. Inoltre, la maggiore distanza dalle aree più ricche del Paese comporta meno arrivi, ma durate del soggiorno più lunghe. Più che alla quantità dobbiamo puntare sulla qualità dell'offerta – sottolinea ancora Lo Surdo –. Il problema non è far numero, ma fare un agriturismo di qualità che permetta agli operatori di stare sul mercato con risultati economici soddisfacenti».

Tipicità, senso dell'ospitalità e paesaggi incantevoli sono i punti di forza delle regioni meridionali. Se in Basilicata, ad esempio, sono molto apprezzati gli itinerari dei castelli federiciani e i dintorni di Matera, in Sicilia le aree più battute sono: nella parte orientale, Catania e Siracusa, in quella occidentale il Trapanese. La Campania, più gettonata sulla costa (in particolare Penisola sorrentina e Cilento), ha un grande potenziale inespresso nelle zone più interne, il Sannio e l'Irpinia, molto belle ma poco conosciute. La Puglia, già affermata con il sistema delle masserie e dei trulli, cresce soprattutto per il rilancio del Salento, l'area più a sud.

L'agriturismo è una materia in parte agricola e in parte turistica, di competenza legislativa delle Regioni. Queste ultime devono, ad esempio, indicare le percentuali di utilizzo di prodotti enogastronomici dell'azienda e del territorio all'interno della ristorazione. A quasi due anni di distanza dalle nuove norme nazionali, però, le Regioni del Sud ancora non hanno adeguato la loro normativa. Finora in Italia solo il Lazio, la Liguria, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e la Val d'Aosta hanno approvato una nuova legge regionale.

Articolo tratto da Il Sole 24 ORE del 30 Gennaio 2008
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