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| SEGNALAZIONI DI OGGI |
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| Quando l’aereo diventa ufficio ad alta quota |
| di Corinna De Cesari |
Frequent flyer. Le manie di chi passa centinaia di ore l'anno in volo.  |
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L'aereo è per molti manager una seconda casa. Gli uomini d'affari trascorrono in volo molte ore l'anno, si riposano, mangiano e lavorano. Possiedono varie tessere "frequent flyer", accumulano punti che non riescono a usare (per mancanza di tempo). Hanno segretarie che organizzano gli spostamenti. C'è anche chi soffre di Dap (Disturbo da attacchi di panico).
Secondo Riza Psicosomatica i più colpiti sono proprio i manager, i quadri dirigenti (il 24%) gli imprenditori e i liberi professionisti (20%). C'è chi, come Adriano Celentano, ancora oggi rinuncia a lavorare in Usa per paura di volare. E i manager italiani? Cosa fanno durante i loro lunghi viaggi di lavoro? Non parla di "attacchi di panico" ma di tensione in volo Beatrice Trussardi, 36 anni, presidente del gruppo di famiglia, che ammette di preferire il treno. C'è chi invece in aereo recupera le ore di sonno perdute, come il leader della casa di produzione Magnolia, Giorgio Gori, oppure ancora chi cerca di far conciliare il viaggio con un pasto che altrimenti salterebbe. Come Luigi Steffanini, general manager Visa Europe Italy.
Beatrice Trussardi è invece un'esperta di Blackberry tra le nuvole: «È comodissimo perché puoi metterlo off, usarlo come un palmare, un pc e mandare le mail quando si riattiva» spiega. Per motivi di lavoro si vede costretta a prendere almeno sei aerei al mese (quasi tutti viaggi intercontinentali) e nonostante dal suo primo volo (a cinque anni) sia trascorso un bel po' di tempo, deve combattere ancora un po' con la tensione. Si siede sempre allo stesso posto: «Viaggio lungo finestrino, viaggio corto corridoio». Il comfort è di certo un requisito fondamentale per Guidalberto Guidi, 66 anni, l'imprenditore bolognese presidente dell'Anie (la Federazione delle imprese elettrotecniche): 120 ore di volo l'anno, sette tessere frequent flyer, e di aver bisogno solo di una cosa, le salette vip. Quelle che le compagnie chiamano le "vip lounge", le sale d'attesa riservate ai clienti "very important" dove si può aspettare l'imbarco in un ambiente confortevole. Con la possibilità della connessione wireless senza essere circondati da valigie, gente che corre, bambini esasperanti.
Lo stesso Guidi però «se può» vola in economica, ma per i voli intercontinentali «solo business anche per i miei operai». Gli fanno tristezza quelli che, a differenza sua, «smanettano con portatili e marchingegni vari». Lui solo documenti. E libri.C'è anche chi come Giuseppe Bonomi, presidente Sea, non prende il treno da 28 anni, nonostante lui di anni ne abbia 49. Primo volo quand'era 21enne ma lui stesso dice di essersi «rifatto dopo con gli interessi». Nel 2007 ha trascorso 300 ore a bordo di un aereo, sostiene che il rullaggio gli concilia il sonno e appartiene a quella categoria («rara») di manager che non lavorano ad alta quota. C'è invece chi, essendo ambasciatore e presidente dell'Ice (Istituto nazionale del commercio estero), non può far altro che viaggiare.
A Umberto Vattani, 69 anni, l'Alitalia ha dedicato in dicembre quattro pagine di «Ulisse», il mensile di bordo, perché è il recordman, cioè l'uomo che nel 2007 ha viaggiato di più con Az. Ha una delle prime tessere Freccialata, che spettano a chi viaggia molto ed è un "top client". Il suo posto preferito? Vattani risponde che «non c'è» ma che il posto diventa preferito «a seconda del vicino». E cita il professor Kuckuck di Thomas Mann delle «Confessioni del cavaliere di industria Felix Krull», in cui il protagonista del racconto incontra in treno un «uomo dalle pupille stellari» che lo intrattiene in una conversazione sul cosmo senza pari. «Tutti ci augureremmo di avere un professor Kuckuck nel sedile accanto al nostro», dice il presidente Ice. Vattani non porta il conto delle ore sulle nuvole, ma sa per certo che «sono troppe». Il primo volo? «Sui banchi di scuola» grazie alle pareti di un liceo di Parigi affrescate dall'aeropittore Tullio Crali.Per tutti i manager la cosa più fastidiosa in assoluto è il fattore "T" (tecnico).
L'inceppamento del meccanismo di apertura delle porte quando si pensa ormai di essere arrivati piuttosto che l'attesa dell'ok dalla torre di controllo. Ma non manca chi si lamenta dei vicini maleducati che invadono gli spazi e sono particolarmente rumorosi. Non può che viaggiare spesso l'amministratore delegato di Domina Vacanze, Paolo Michelozzi. Il suo gruppo si occupa di comproprietà e la holding che lo controlla si trova in Estonia. Più di 300 ore in volo l'anno tra Tallin, San Pietroburgo, Mosca e Italia: proprio per questo motivo quando non lavora stacca la spina tra le colline toscane. A suo dire ha raccolto con le tessere frequent flyer talmente tanti punti da poter fare il giro del mondo gratis (tasse escluse) per ben cinque volte. Ma non ne ha il tempo. Al presidente di Bialetti Francesco Ranzoni, 47 anni, proprio durante le sue 260 ore l'anno in aero, in un volo per Chicago gli è capitato di fianco il presidente di un'azienda concorrente: «Ci siamo educatamente ignorati». Quasi tutti, almeno una volta nella vita, hanno volato con il low cost, ma considerate le coccole che vengono riservate loro a bordo delle compagnie aeree in cui viaggiano come Vip, notano le differenze. Del resto nella loro "seconda casa" ci devono pur stare comodi.
corinnadecesare@gmail.com
DA LOVE STORY A BUSINESS
Affari con gli aerei hot. Una delle cose più curiose l'ha fatta un imprenditore inglese, il trentenne Mike Crisp: il servizio che permette alle coppie di noleggiare un velivolo a sei posti per provare l'ebbrezza del sesso in volo senza rischiare multe. Lo sa bene Ralph Fiennes, l'attore inglese pizzicato nella toilette di un volo Quantas per Bombay. O meglio lo sa bene l'assistente di volo australiana con cui si intratteneva in bagno e che è stata licenziata. Esiste anche un club, ormai celebre in tutto il mondo, i cui soci hanno sperimentato almeno una volta il sesso in volo. Si chiama «Mile high club» (qui sopra il marchietto). La prova è da ritenersi omologata se avviene a un miglio da terra, pari a 1.609 metri. Tra i soci eccellenti Sharon Stone (pare nel 1993 sull'Air force one con l'allora presidente Bill Clinton), l'ex bagnina di Baywatch Pamela Anderson, il cantante Robbie Williams, Janet Jackson. In Italia sembra abbiano provato il brivido l'ex miss Italia Martina Colombari e l'eclettico Gianfranco Funari. Si racconta che il fondatore onorario del «Mile high club» sia stato il pilota Lawrence Sperry, l'inventore del pilota automatico. Nel 1916 mentre sorvolava New York in compagnia di una bella donna, il velivolo precipitò. I due uscirono miracolosamente vivi ma nudi, dicendo di aver perso i vestiti nell'incidente.
Articolo tratto da Il Sole 24 ORE del 13-01-2008 |
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