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SEGNALAZIONI DI OGGI
Nel turismo 70 milioni di danni
di Vincenzo Chierchia
L'emergenza in Campania LE CONSEGUENZE SULLA RICETTIVITÀ. Gli operatori: azzerati sei mesi di prenotazioni, adesso serve lo stato di crisi - IL SEMINARIO TRA I RIFIUTI Giovedì il vicepremier Rutelli a Napoli per il convegno internazionale dedicato al comparto organizzato dallo studio Ambrosetti .
NAPOLI

Per Napoli e la Campania l'emergenza rifiuti ha comportato una violenta debacle per l'industria turistica che si è ritrovata al tappeto. Per i prossimi 6 mesi le prenotazioni negli hotel della regione – la più importante di tutto il Sud nel comparto del business delle vacanze – sono praticamente azzerate e diverse migliaia di posti di lavoro nelle imprese sono a rischio.«Numerosi congressi nazionali e internazionali sono stati cancellati» commenta Cesare Falchero, imprenditore e vicepresidente di Federturismo Campania.

«Per diverse località stagionali come Ischia e Sorrento le prenotazioni per la primavera, quando riaprono gli hotel, si sono bloccate – sottolinea Maurizio Maddaloni, vicepresidente di Confcommercio per il Sud –. Anche le vendite dei pacchetti-vacanza sui mercati esteri sono ferme. Nell'area napoletana, dove gli alberghi sono aperti, a dicembre l'occupazione è crollata al 15% in media e non ci sono praticamente più prenotazioni per i prossimi mesi». Al 40% – secondo la Cia – le presenze a dicembre negli agriturismi. «Temiamo ricadute negative per l'intero Paese» aggiunge Mally Mamberto, presidente del consorzio Incoming Italia.La Campania registra una spesa turistica di 4,5 miliardi. Il settore dà lavoro a 150mila persone. Gli esercizi ricettivi sono in totale 3mila con 180mila posti letto. Si registrano 4,6 milioni di arrivi e 20 milioni di presenze turistiche l'anno, il 6% circa dell'intera Italia. La Campania conta il polo archeologico – Pompei-Ercolano – più visitato nel mondo con oltre 2,8 milioni di arrivi.

La Regione, tra 2001 e 2006, ha investito circa 500 milioni per il settore turistico (di cui 90 milioni per attività promozionali).E ieri c'è stato un vertice presso la Regione tra l'assessore al Turismo Marco Di Lello e gli operatori del settore. «Abbiamo varato un tavolo permanente per gestire la crisi. Stimiamo – spiega Di Lello – che il sistema turistico abbia subito finora danni per 70 milioni». Almeno 500mila le presenze turistiche perdute. «Per Napoli il quadro è assolutamente negativo – aggiunge Di Lello –. Si rischia davvero una situazione molto pesante che può trascinare l'intera regione».

«Gravi i rischi per l'occupazione – aggiunge Maddaloni – almeno 10mila posti di lavoro sono a rischio perchè gli alberghi non possono rimanere aperti senza clienti. Comunque oltre al danno c'è anche la beffa visto che a Napoli si pagano tasse come Ici e Tarsu ai livelli più elevati d'Italia. Sarebbe opportuno sospendere i pagamenti».Dal vertice di ieri sono emerse alcune indicazioni di massima. La Regione sarebbe pronta a mettere in campo risorse per 40-50 milioni di euro in tre anni, attingendo anche ai fondi Ue, per una massiccia campagna promozionale per rilanciare l'immagine di Napoli sui mercati esteri (in via di definizione sette accordi di co-marketing con grandi tour operator internazionali e pacchetti-vacanze promozionali). Di Lello ha criticato però la miopia del Comune partenopeo: «Un milione è mezzo di euro è del tutto insufficiente, il Comune destina meno dell'1% del bilancio a promuovere il turismo e così non si va da nessuna parte».

Gli operatori, dal canto loro, sono decisi a dare battaglia, la Federalberghi campana ha deciso di intraprendere un'azione giudiziaria nei confronti di Regione e Comune chiedendo danni per almeno 15 milioni di euro. «Servono misure da stato di crisi – aggiunge Maddaloni – occorre sostenere subito le imprese con sgravi fiscali e sostegni all'occupazione. Le campagna promozionali devono essere massicce e vanno fatte d'intesa con gli operatori e i grandi tour operati internazionali ma – aggiunge – danno risultati solo se si risolve l'emergenza e la spazzatura viene stabilmente rimossa. Altrimenti si rischia l'effetto boomerang e buttiamo via solo tanti soldi. Dobbiamo andare in tutte la grandi fiere internazionali per vendere un prodotto sicuro per il turista». «La Regione – aggiunge Di Lello – ha chiesto al Governo un massiccio impegno dell'Enit sul fronte promozionale e di agevolare gli aiuti fiscali chiesti dagli operatori vista la grave crisi strutturale del settore turistico».

E un ulteriore confronto sulle strategie per affrontare l'emergenza è previsto per giovedì 17 gennaio: il vicepremier Francesco Rutelli sarà a Napoli per partecipare al convegno internazionale sul turismo promosso dallo Studio Ambrosetti.vincenzo.chierchia@ilsole24ore.com

IL SETTORE
4,6Gli arriviIn milioni, i turisti che visitano la Campania ogni anno150milaGli occupatiStima globale sugli occupati nell'industria delle vacanze 4,5La spesa In miliardi di euro, il valore dei consumi turistici nella regione3milaGli eserciziIl network ricettivo globale 500Gli investimentiIn milioni, gli interventi della regione 2001-2006

VISTI DAGLI ALTRI
Lo specchio del degrado Le Figaro: «La camorra regna»Il titolo del reportage di una pagina del quotidiano francese è: «A Napoli la camorra regna sulle immondizie». La foto che illustra l'articolo, scattata nel Rione Sanità, ritrae una donna che cerca di attraversare una strada tra rifiuti sparpagliati per terra e cassonetti stracolmi e rovesciati mentre sul fondo un autobus resta bloccato. Le Figaro ricorda che «dalla raccolta fino alle discariche la camorra controlla tutta la filiera dei rifiuti urbani».Urlaub perfekt: «Viva la Spagna»Dal sondaggio fatto dal mensile di turismo risulta che i tedeschi, a prescindere dall'immondizia napoletana, da tempo preferiscono la Spagna all'Italia, come meta delle loro vacanze.

Il sondaggio è stato ripreso dalla Bild, il più diffuso quotidiano tedesco, con oltre 6 milioni di copie al giorno, che ieri titolava: «La Spagna è sempre in testa, l'Italia è fuori».The Economist: «Inspiegabile»Il settimanale inglese, in edicola oggi, sottolinea che la crisi, più che il settore igienico-sanitario, riguarda la capacità di governare e la critica a Prodi è esplicita. «È sorprendente che il Governo di centrosinistra di Romano Prodi abbia lasciato che la situazione in Campania e a Napoli diventasse così puzzolente».

Altre regioni sono ora chiamate a prendersi in carico una parte dei rifiuti della Campania. Ma questo - sottolinea l'Economist - contrasta sia con la normativa italiana sia con quella europea. «Prodi ha detto che si tratta di un espediente a breve termine per consentire misure a lungo termine. Ma nulla, nella prolungata crisi dei rifiuti in Campania, si è mostrato più sfuggente che le misure a lungo termine». (G.Cr.)

Articolo tratto da Il Sole 24 ORE dell'11-01-2008
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