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VIAGGI DEL GUSTO
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Pila per buongustai
di Flaminia Giurato
A soli 18 chilometri da Aosta si trova la località sciistica di Pila con le sue baite e rifugi tipici a bordo pista. Per aperitivi prima e dopo lo sci a base di mocetta e vino rosso.
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Informazioni utili
Pila è una località sciistica immersa fra i boschi e i prati innevati, a soli 18 chilometri da Aosta, dove lo sguardo si sperde dal Monte Bianco al Grand Combin, dal Cervino al Monte Rosa, lungo le magnifiche piste che invitano a scoprire una vacanza dagli orizzonti infiniti. Qui è di casa non solo tanto sport,  ma anche una gustosissima e ricca tradizione culinaria.Sparsi ai bordi delle piste, infatti, i graziosi ristoranti tipici sono uno degli elementi più originali di Pila. Nonostante siano immersi nei boschi o adagiati sui pascoli innevati, questi locali si distinguono per la ricercatezza dei menù e per l'ambientazione in stile valdostano, con un ampio uso di pietra e legno e la presenza di una ricca oggettistica tradizionale.

Si tratta per lo più di vecchie baite ristrutturate, dove a far da padrone sono le antiche ricette cucinate secondo la tradizione, presentate in ambienti confortevoli e caratteristici. La scelta è difficile, bisognerebbe poter gustare tutto per non perdersi nulla di questi meravigliosi sapori. E’d’obbligo farsi tentare anche dagli abbinamenti insoliti, come le castagne con il delicato lardo di Arnad, oppure, parlando di salumi, la famosa mocetta abbinata a miele e pane nero.

Regine dei primi piatti sono le zuppe, come quella classica alla verza e fontina, quella agli spinaci selvatici o la zuppa all’orzo brillato cotto nel vino rosso. Se comune a tutti i locali è la cucina tradizionale valdostana, ognuno ha però una propria specialità. La Châtelaine, situato ai bordi dell’omonima pista, vanta una prelibatissima torta di mele della bassa valle, con panna fresca montata a mano al momento. Invece a Lo Baoutson prevalgono i piatti cucinati direttamente al tavolo, come la braserade, minuscole fettine di carne cotte sul braciere, o la più classica  raclettes, il formaggio fuso alla brace e steso su un letto di patate lesse. Il Rifugio Chamolé si distingue per lo stufato di verdure con salamelle e la zuppa di fave, pasta, pane, burro fuso e fontina, mentre il piatto forte dello Chalet du Soleil è la zuppa di porcini in crosta.

All’Hermitage servono la particolare carne del diavolo, macerata in una salamoia di vino rosso, cipolla, ginepro e aromi, presentata a fettine sottili come un carpaccio. Dopo la cena  la serata può proseguire con gli sci ai piedi per una discesa sotto i raggi della luna, oppure si può scegliere una passeggiata con le fiaccole o in motoslitta, per assaporare meglio la magica atmosfera scaturita dalle bellissime montagne circostanti.
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