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Tra i sentieri del Monte Pasubio
di Flaminia Giurato
L’imponente massiccio calcareo del Monte Pasubio si trova al confine tra le province di Vicenza e di Trento, ed è noto per essere stato teatro, durante la Grande Guerra, di violenti scontri. Oggi le vecchie mulattiere e i percorsi militari sono strade percorribili con visite guidate.
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Imponente massiccio calcareo situato al confine tra le province di Vicenza e di Trento, il Monte Pasubio fa parte delle Prealpi Vicentine e congiunge le Piccole Dolomiti all’Altopiano di Folgaria. E’ formato da tre sistemi montuosi di crinali isolati e separati da pianori, ed è tristemente noto perché durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di violenti scontri: non si può fare a meno di tornare con la mente a quel periodo, immaginando quando il silenzio della montagna era rotto dagli spari di mortai e cannoni, mentre si percorrono alcuni sentieri escursionistici tracciati sulle vecchie mulattiere o sui percorsi militari.

Avvicinandosi ai resti di trincee e gallerie si respira l’agghiacciante atmosfera di quel tempo, quando per i trasporti venivano utilizzati automezzi a motore e sul Monte Pasubio i due eserciti italiano e austroungarico costituirono delle strade che servivano  per rifornire di armi e generi alimentari i militari di quota. Queste strade sono oggi percorribili con visite guidate e percorsi che hanno diverse vie d’accesso, tra cui Giazzera, Passo Pian delle Fugazze o Passo Xomo.

Attraverso i verdeggianti boschi di larice si arriva verso la sommità del panoramico Monte Corno, lo sperone roccioso dove, nel corso della guerra, fu catturato Cesare Battisti. Spostandosi verso la soprastante Bocchetta delle Corde una sosta consigliata può essere al Rifugio V. Lancia, a quota 800 metri. Da qui, seguendo il famoso Sentiero Tricolore, si sale fino alla sommità del Massiccio del Pasubio che vede nella Cima Palon la sua massima elevazione.

Il Sentiero Tricolore percorre la Zona Sacra del Pasubio, attraverso i luoghi dove furono combattute tra le battaglie più sanguinose della Grande Guerra. Dopo la Cima Palon ci si sposta al vicino Dente Italiano e, una volta superata la vecchia linea del fronte, si arriva all’adiacente Dente Austriaco: questa è la parte dove rimangono più evidenti le tracce delle battaglie, con le devastazioni delle granate e delle mine, i ricoveri e le trincee ancora ben conservate.

Altro importante sentiero è la Strada delle 52 Gallerie, alla quale si accede da Passo Xomo e Bocchetta Campiglia da cui si imbocca il sentiero n.366 che sale per alcuni tornanti fino all’ingresso della prima delle gallerie. Considerata un capolavoro dell’ingegneria militare, la Strada delle 52 Gallerie venne scavata nel 1917 e fu realizzata con l’obbiettivo di portare in quota i soldati italiani al coperto dalla vista e dal tiro delle artiglierie avversarie.  Il sentiero è in costante salita fino a toccare i 1880 metri al Passo di Fontana d’Oro: punto di sosta qui è il Rifugio Achille Papa, dedicato proprio al generale che fu il Comandante della 44esima Divisione, rimasta sul fronte del Pasubio fino all’11 agosto del 1917. 
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