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VIAGGI DEL GUSTO
monterosso farroteca marche pesaro urbino
Le Marche in tavola
di Mariagiovanna Lanciano
Viaggio nei sapori marchigiani con soste nelle aziende agricole specializzate, dai pastifici alle country house disseminate in tutto il territorio, alle farroteche dove degustare la più pura e antica specie di farro, il Triticum Dicoccum.
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Cultura rurale millenaria, amore per le tradizioni e per la terra, giocano un ruolo determinante nell’elevare i prodotti e la cucina marchigiana sia a livello nazionale che internazionale.  Fuori dagli standard dei prodotti industriali, i prodotti alimentari locali sono esempio di cura produttiva e qualità biologica, all’insegna del sapore e della salubrità. Un viaggio nelle Marche è un viaggio alla riscoperta dei sensi e del “gusto” in particolare. La prelibatezza dei prodotti locali invita ad assaggiarli tutti: l’olio extravergine di oliva, per iniziare, con il suo gusto tendenzialmente dolce e note di amaro e piccante e le varietà tipiche di olive, che creano una combinazione di aromi così varia da rendere ogni assaggio un momento irripetibile.

La pasta al farro, dal gusto delicato e consistente allo stesso tempo, capace di unirsi ai sughi mediterranei in un’apoteosi di gusto, è simbolo dell’importanza dei cereali nella tradizione culinaria marchigiana. Grani teneri e duri di qualità eccellente hanno favorito la crescita di pastifici artigianali e di aziende agricole specializzate, come ad esempio l’azienda Monterosso a San Lorenzo in Campo, a cavallo tra le province di Pesaro Urbino. Questa country house è anche una farroteca, ovvero un centro di degustazione permanente della più pura e antica specie di farro, il Triticum Dicoccum. Sono disponibili 32 posti e non ci sono orari di apertura o di chiusura, ma bisogna prenotarsi con un giorno di anticipo.

Anche la storia dei formaggi è secolare e suggestiva. La vasta gamma di pecorini, la Casciotta d’Urbino, che nel XVI secolo aveva tra i suoi estimatori Michelangelo, il particolarissimo formaggio di Fossa, conosciuto come Ambra di Ravanello, di antichissima tradizione, che come nel passato viene posto in sacchi di tela e collocato in fosse di tufo chiuse con coperchi di legno e gesso. Da qui il suo aroma intenso, con sfumature di zolfo e tartufo che lo rendono inconfondibile. Per i palati più raffinati il bosco rappresenta una ricca risorsa di castagne, noci, frutti di bosco, bacche di ginepro e ultimi ma non meno importanti funghi e tartufi: delizie per tutte le tavole. Da non perdere i gustosi piatti realizzata con la cipolla di Suasa come i cestini farciti o la zuppa di farro, cipolle e borlotti.

E per immergersi completamente nella natura e dimenticare la vita frenetica della città una sosta all’azienda agricola Valdifiori a Sassoferrato dove si allevano vacche da carne di razza Maremmana, pecore di razza Fabrianese e piccoli animali da cortile. Qui, in una calda atmosfera familiare, sarà possibile degustare oltre alle diverse marmellate sapientemente preparate (di sambuco, di more), carni (degna di nota è la razza bovina marchigiana, oltre alla carne equina, al gallo ruspante e al coniglio) e salumi rinomati (il salame di Fabriano e il prosciutto di Carpegna). Il visitatore avrà l’occasione di accompagnare questi piatti con ottimi vini: il Verdicchio dei castelli di Jesi, la Lacrima di Morro d’Alba, il Rosso Piceno e l’Esino sono solo alcuni nomi tra l’ampia produzione.
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