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| MARE |
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| Bretagna per lupi di mare |
| di Cecilia Martino, foto di GRATIEN Jean Patrick |
Atmosfere tipicamente marinare sono quelle che si respirano in Bretagna, la regione più occidentale della Francia dove il mare non è mai troppo lontano. Uno dei sentieri che permette di godere scorci incantevoli tra terra, acqua e cielo è quello detto dei Doganieri.  |
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È la regione più
occidentale della Francia, formata dai dipartimenti della Cotes d’Armor, del
Finistère, dell’Ille-et-Vilaine e del Morbihan. Il suo capoluogo Rennes
è l’unica grande città bretone a non essere collegata al mare; le
altre con questo elemento ci vivono praticamente in simbiosi. In Bretagna,
infatti, il mare non è mai troppo lontano: appena 150 chilometri separano la
costa settentrionale da quella meridionale e, tuttavia, il mare non è mai lo
stesso. Mutevole come i venti che costantemente accarezzano le coste di una
regione bagnata dalla Manica e dall’Oceano Atlantico.
Può capitare di vedere in soli due giorni due differenti panorami in un
identico posto e questo perché qui il mare sale e scende di continuo modellando
lo skyline costiero secondo i ritmi capricciosi delle maree. Due volte al
giorno, ogni sei ore, il mare è mosso da una forza il cui spettacolo è ordinato
dal sole e dalla luna, con periodi clou tra il 21 marzo e il 23
settembre). Tra i poli di una diversità che incanta ci sono la baia di
Douarnenez e i fiordi di la Côte des Abers, l’isola di Brèhat e quella di Sein
e, tra le metropoli oceaniche da ricordare, Brest, sede del
più famoso raduno marittimo del mondo e Douarnenez, “capitale
della sardina”.
Brest è a tutti gli effetti una città francese in
terra bretone, il suo Port de Commerce è un concentrato di
locali alla moda e di leggende marinare. Ristoranti e negozi non fanno
eccezione e contribuiscono a diffondere il mito di Brest, metropoli oceanica.
E, a proposito di oceani, una delle più famose attrazioni della città non
poteva essere che un tributo al mondo sottomarino, l’Océanopolis,
il grande museo-acquario a forma di granchio con 42 vasche in 8000 metri di
esposizione. L’importanza di questa
struttura è tale da aver reso Brest la capitale nazionale degli studi marini.
Al suo interno convergono i padiglioni dedicati al mondo Polare, all’Antartico,
all’Oceano Indiano e, naturalmente, al mare di Bretagna. Anche i sapori non
tradiscono questa vera e propria venerazione per il blu oceanico, e conviene
assaporare le specialità di mare in uno dei tanti ristornate del porto. Uno su
tutti, Ma Petite Folie, riconoscibile da una vecchia barca da
pesca che incornicia il locale, oppure i famosissimi Aux Quatre
Vents e Tara Inn, ispirati con decorazioni, arredi e
menù all’ambiente del porto.
Un canale collega Brest a Nantes, consentendo di intraprendere
un viaggio di 360 chilometri passando per le più belle vallate bretoni,
dall’Erdre all’Aulne, ds Vilaine all’Oust e il Blavet. Il canale attraversa
imponenti villaggi di granito, sfiora abbazie secolari e fortezze
medioevali. Lungo il percorso e le 236 chiuse che delimitano il circuito,
riemerge la vita dei battellieri e delle loro coraggiose imbarcazioni, di nuovo
lui, il protagonista, il mare bretone.
Chi ama il mare in tutte le sue forme – tradizioni,
paesaggi, cucina, leggende e quant’altro – non può non amare la Bretagna. In
ogni porto si troverà l’immancabile “cafè du port” dove,
attorno al bancone, si ritrovano tutti i pescatori del luogo, l’alternativa
marinara ai bistrot delle più raffinate città d’arte, che qui risuonano
altisonanti come “villes d’art et d’histoire”, e sono tra le più prestigiose
destinazioni della penisola armoricana. Sentieri su sentieri attraversano
questa terra selvaggia dal mitico passato, ancora oggi in grado di sedurre la
fantasia di molti viaggiatori che giungono fin qui ispirati dalla leggenda di
Re Artù, centro dell’immaginario bretone.
Tra i percorsi più spettacolari da compiere c’è il “sentiero dei
doganieri”, un tracciato tra terra e mare di 1330 chilometri che
consente di fare il giro della Bretagna, a piedi o in bicicletta. Accanto alla
falesie, lungo le dune o fra i ginestroni si diramano stradine litoranee che un
tempo venivano utilizzate dai doganieri per impedire l’ingresso dei
contrabbandieri provenienti dall’Inghilterra. Oggi consentono di attraversare
il versante marittimo bretone partendo dal porto di Saint-Nazaire, nella Loira
Atlantica per terminare alle porte del Mont-Saint-Michel, nella Manica. Di
facile accesso e ben segnalato, il percorso escursionistico dei doganieri è
stato da poco promosso alla categoria “chemin de grande randonéè” (GR34).
Ad accogliere, incoraggiare, consigliare e incontrare gli escursionisti lungo
il loro cammino, ci sono le numerose Stations Nouvelle Vague de
Bretagne, sparse sul litorale e aperte in ogni stagione dell’anno. Tra
i più fortunati incontri di cielo, roccia e mare, spicca il lungo sperone
roccioso della Pointe du Raz (Finistère), e la più mite Costa di Granito Rosa,
uno spettacolo preannunciato dalla sigla D786, la strada che da St Brieuc
conduce a Plestin-les-Grèves. |
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