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Spagna. L’atrio dei sensi
di Laura Zancolò
A Caceres il ristorante Atrio è un viaggio attraverso i cinque sensi. Un ambiente raffinato, cucina di alto livello e una cantina di vini con oltre 25 mila bottiglie provenienti da più di 20 Paesi. La chicca: una bottiglia d’eccezione, lo Chateau d’Yquem, del 1806.



Nel cuore della città vecchia di Caceres, dichiarata Patrimonio Mondiale dall’Unesco, tra i vicoli stretti e i palazzi antichi si trova Atrio, un piccolo ristorante nato grazie a un legame di amicizia e oggi trasformato in un fortunato rapporto di lavoro. Toño Perez e Josè Polo, si sono conosciuti sui banchi di scuola e a consolidare il loro rapporto è stata la passione per la cucina. Così, il 25 dicembre di 20 anni fa hanno deciso di aprire Atrio, divenuto oggi uno degli indirizzi migliori per gli amanti della cucina gourmet.

Dietro ai fornelli c’è Toño, che da autodidatta ha girato per l’Europa lavorando nei migliori locali, mentre in sala Josè accoglie gli ospiti e si muove con maestria fra i tavoli. L’ambiente è ricercato e l’obiettivo, attraverso i colori e l’arredamento, è quello di stimolare i cinque sensi. I pavimenti sono in legno mentre i colori rosso e ocra si ritrovano nei tessuti che ricoprono divani e sedie, alle pareti e all’entrata una serie di opere d’arte classiche sono un piacere per la vista.

A tavola colpisce l’attenzione particolare riservata al tovagliato, i piatti di Cartier, le fini porcellane e i bicchieri, rigorosamente, di cristallo. Il menù è molto vario e la scelta è fra piatti della cucina internazionale o tipicamente spagnola. Degno di nota il carrè di montone locale in salsa leggera di scalogno e dragoncello, tartufi bianchi con patate novelle e funghi al tartufo nero. Per finire, la specialità della casa è la torta del Casar, formaggio di Brebis servito con mela cotogna e olio di oliva speziato.

Ma quello che fa di Atrio un ristorante davvero speciale, oltre alla sua cucina, è la sua cantina di vini, una delle migliori al mondo che ha ricevuto numerosi premi. I proprietari sono degli appassionati collezionisti e dalla prima carta dei vini che contava solo 30 etichette oggi sono oltre 25 mila le bottiglie provenienti da più di 20 Paesi. Qui si trovano vini spagnoli, tedeschi, francesi, australiani, cinesi italiani e una bottiglia d’eccezione, lo Chateau d’Yquem, del 1806. Il costo? Da capogiro, per comprarla bastano “solo” 110.000 €

Atrio Restaurante
Avda. de España30
Bloque 4 Cáceres

Tel: 0034 92 724 29 28
www.restauranteatrio.com
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