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Azzorre, tropici tra i vulcani
di Anna Evangelisti
Tra le isole dell’arcipelago delle Azzorre non si trova solo mare. I nove gioielli portoghesi sono piccoli giardini tropicali circondati dall’Oceano, per qualcuno, un residuo del mitico continente di Atlantide. Da Santa Maria a Faial fino a Terceira e Angra de Heroismo, patrimonio dell'umanità.
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Informazioni utili
Le previsioni del tempo ci ricordano che esiste. Se non fosse per quell’anticiclone delle Azzorre che ogni tanto causa perturbazioni sulla nostra Penisola, probabilmente dell’arcipelago portoghese non conosceremmo nemmeno l’esistenza. Situate in pieno Atlantico, a un quarto di distanza tra Lisbona e New York, le Azzorre costituiscono il lembo più occidentale del continente europeo. Per qualcuno sono un residuo dell’antico e mitico continente di Atlantide.  Si tratta, in realtà, di terre dalla più recente formazione del pianeta, catapultate alla superficie da un’intensa attività vulcanica sottomarina. Con evidenza viene fuori la loro natura vulcanica un po’ ovunque: dalla soffice sabbia scura delle spiagge alle innumerevoli colate di lava, dai crateri ai laghi, dai geyser alle sorgenti termali. Tutti elementi questi, che determinano il peculiare aspetto ambientale e paesaggistico dell’arcipelago.

Scoperte nel 1427, e grandi in tutto un decimo della Sardegna, le Azzorre hanno sempre vissuto una vita tranquilla e appartata, del tutto estranee agli eventi del mondo, conservando intatte nel tempo le vecchie abitudini e le tradizioni del passato. L’abbondanza di pioggia dovuta alla formazione degli anticicloni, un clima di eterna primavera con temperature che oscillano perennemente tra i 14 ed i 21 gradi e un suolo estremamente fertile hanno fatto di queste isole un giardino botanico di acclimatazione.

La vegetazione risulta fondamentalmente europea, ma ad essa si mischiano essenze di tutti gli altri continenti, con una densità decisamente tropicale, come attesta l’abbondanza di fiori selvatici che spesso offrono immensi tappeti di ortensie, azalee, agaphantes, camelie, ibischi, magnolie. Piccoli paradisi naturali circondati dall’oceano. Le nove isole componenti l’arcipelago presentano caratteristiche geografiche, climatiche e ambientali assai diverse, e possono essere raggruppate in tre aree: Santa Maria e Sao Miguel ad est, Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico e Faial vicine tra loro al centro, Flores e Corvo defilate ad occidente.

Santa Maria, con le sue belle spiagge e memorie storiche del passato, fu usata come scalo da Cristoforo Colombo al ritorno dal suo primo viaggio americano. Faial, disseminata di ortensie e camelie e dominata dalla mole del vulcano Capelhinos, è la più mondana delle Azzorre; nella sua marina si danno appuntamento gli yacht di tutto il mondo. Terceira è la più popolata, con palesi manifestazioni vulcaniche e fertili campi separati da siepi di ortensie. Il suo capoluogo, Angra de Heroismo, è inserito dall’Unesco nell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità. L’arcipelago costituisce uno degli angoli più remoti e meno conosciuti di tutta l’Europa, a torto trascurato anche dal turismo per l’apparente scomodità ad essere raggiunto, ora che sono venuti meno anche gli scali compiuti in passato dalle crociere transoceaniche.
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