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Cucina giapponese a Vienna
di Barbara Marini
Ormai anche la patria della Sacher torte ha ceduto al trend gastronomico del pesce crudo e l’appuntamento dei viennesi è al sushi bar.
È nota la passione dell’internazionale e cosmopolita Londra per il sushi.  Pochi sanno, però, che la tradizionalista capitale del glorioso impero asburgico e della cultura mitteleuropea va altrettanto pazza per il cibo giapponese. La ricetta? Solo quattro ingredienti: riso, alghe, un pizzico di wasabi (il piccantissimo rafano nipponico), e poi pesce, pesce crudo, in tutte le possibili varianti, colori, manipolazioni: dal calamaro al polipo, al tonno. Meravigliosamente tagliato, affettato e disposto con cura sopra un rotolino di riso. Tutto qui? Tutto qui.

Eppure Vienna, patria della Schnitzel e della Sacher torte, ha ceduto: e intorno ai sushi bar o ai ristoranti giapponesi, che aprono ormai con velocità impressionante (sono circa 70e anche più), si raccolgono i nuovi fan del pesce crudo. I viennesi in prima fila nel sempre più numeroso popolo del sushi. Capita così che pochi metri più in là dello storico Hotel Sacher, il tempio del celeberrimo dolce al cioccolato di morettiana gloria, si trovi, affollatissimo, uno dei ristoranti della fortunata catena Akakiko. “Mangiare giapponese con brio” recita la scritta. Non manca di brio la clientela, in larga parte giovanile. Né l’ambiente: si mangia in locali trendy, dal decoro ultra-design. Il sushi, poi, è bello da vedere: cibo-arte, cibo-dipinto, disposto con cura e piacere estetico, quasi una piccola scultura, minimalista ed essenziale. Niente sigarette: il fumo danneggia i sapori delicati del pesce.

In molti, stanchi della pesante e sostanziosa cucina delle nonne viennesi, hanno decretato il successo di quella giapponese, decisamente più salutista. I pochi grassi aggiunti, le proprietà nutrizionali del pesce (tra cui i famosi "omega 3", che adesso aggiungono anche nel latte), le vitamine e gli antiossidanti forniti dalle alghe, e il riso, fanno del sushi un piatto equilibrato e dietetico. Ma anche veloce. A pranzo gli operatori della vicina Borsa si ritrovano spesso da “Tokyo”. Mangiano rapidamente i piatti e tornano alla rincorsa dei titoli.

Il valore aggiunto dei nipporistoranti di Vienna rispetto a quelli esclusivi e costosi di casa nostra è che sono alla portata di ogni tasca. Nella cornice variopinta e chiassosa del Naschmarkt (il mercato delle pulci) piccoli ristoranti offrono menu combinati a prezzi accessibili: sushi, temaki e california roll adagiati ad arte su vassoi di legno. Per chi ha in mente, quindi, un soggiorno nella continentale capitale austriaca, un accessorio irrinunciabile: le hashi, le indispensabili bacchette.
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