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Zaino in spalla con Agliardi |
| di Benedetta Bagni - 24/09/08 |
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Affascinato dall'arte della parola in musica che pare abbia scoperto in una canzone di Vecchioni, Niccolò Agliardi inizia la carriera di autore nel 2000 quando lascia Milano per trasferirsi a Roma. Sono gli incontri casuali a rendere il suo sogno realtà, prima con Niccolò Fabi e Mario Puccioni, che lo porta alla realizzazione (nel 2001) del suo primo singolo "Fiammiferi". Poi con Roberto Danè (storico produttore di Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè) sceglie di occuparsi del suo primo disco lasciando però incompiuto sia il lavoro sia il rapporto artistico e umano che si crea tra loro, a causa della sua prematura scomparsa nel 2003.
Niccolò fa comunque tesoro dell'esperienza ricevuta recuperando tutto il materiale scritto sotto la supervisione di Danè e pubblica nell'ottobre 2004 "Fratello Pop" (Bonaparte Edizioni), singolo che stazionerà per quattro mesi nella classifica dei 100 brani più trasmessi dalle radio del MusicControl. Il 13 maggio 2005 esce il suo primo album dal titolo "109 giorni" (Bonaparte Edizioni/edel). A gennaio di quest'anno è uscito il suo secondo album "Da casa a casa". L'elenco degli artisti con cui Niccolò Agliardi si è trovato a collaborare in questi anni comprende grandi nomi da Bryan Adams a Laura Pausini da Eros Ramazzotti a Zucchero.
Nei suoi progetti futuri ci sono un film tratto dal suo romanzo, scritto a quattro mani insieme all'amico Alessandro Cattelan, dal titolo "Ma la vita è un'altra cosa" e un nuovo libro.
Il suo lavoro è spesso ispirato ai viaggi in tutto il mondo che ha fatto per questo abbiamo voluto incontrarlo mentre è pronto per partire, questa volta per una vacanza.
Qual è il tuo stile di viaggiare?
Di attitudine sono un viaggiatore zaino in spalla, ma ormai alla mia età, raggiunti i 34 anni devo adeguarmi a qualche maggiore privilegio. Nel passato ho viaggiato con un grandissimo spirito di adattamento mi sono adeguato a qualsiasi situazione e sono partito spesso anche senza zaino. Sono sicuramente le esperienze migliori.
Il viaggio che ti ha lasciato un miglior ricordo?
Un viaggio in un'isola sperduta delle Bahamas dove sono stato con due amici per 40 giorni senza niente dormendo spiaggia. Il Paese che invece, amo di più è il Costa Rica perché ha la dimensione di uno stato a portata di mano e di tasche. In due settimane si può già conoscerlo molto bene e si rimane affascinati dalla varietà si passa dalla jungla alla città, dai colori, dai profumi e dai rumori.
Cosa non manca mai nella tua valigia?
Il filo interdentale perché può essere utile anche come filo da cucito, e poi una federa, perché spesso i cuscini non ci sono, ma puoi infilare un maglione all'interno della tua federa e dormire bene come se fossi a casa perché sei avvolto da un profumo familiare.
Il tuo viaggio ideale?
È poter viaggiare senza l'ansia che mi prende ogni volta prima di partire. Ho viaggiato in tutto il mondo, ma ho una certa ansia del passaggio del cambiamento che mi passa subito appena atterro nella mia destinazione, ma mi accompagna sempre ad ogni partenza. Quindi vorrei un giorno provare solo il gusto della scoperta.
Quale luogo ti piacerebbe rivedere e quale visitare per la prima volta?
L'Australia, ne ho visto solo una parte quella del Queensland ed è così grande e diversa da zona a zona. Invece vorrei visitare la Malesia, non ho viaggiato moltissimo in Oriente, ma è un luogo che mi affascina.
Che cosa ti affascina di più di un luogo nuovo?
Di solito una cosa che percepisco in fretta è quello che riguarda l'olfatto, l'odore dell'aria, l'umidità, della gente. Grazie agli odori riesco a ritornare con la memoria in un luogo e un'immagine mi rimane impressa nella mente più di una fotografia.
Usi la macchina fotografica?
Pochissimo, di solito le fotografie che ho dei miei viaggi sono state fatte da altri, io non sono molto bravo e preferisco le immagini mentali anche perché poi quelle immortalate da una macchina fotografica mi deludono sempre perché sono molto diverse dal ricordo che ho io preferisco quindi affidarmi alla mia memoria.
Pensi che i viaggi che hai fatto in qualche modo hanno ispirato la tua musica?
Sì certo il viaggio è per me un po' una metafora della vita e magari attingo qualche idea dai cartelloni pubblicitari da un proverbio, dalle persone.
Se dovessi suggerire una meta o un itinerario di viaggio quale potrebbe essere?
Ecuador, un posto dove lo zaino in spalla è indispensabile.
Qual è il prossimo viaggio che pensi di organizzare?
Non è proprio un viaggio, a dire il vero è più una vacanza. Perché per me sono due concetti molto diversi ed è proprio la percezione mentale che cambia. La vacanza "ignorante" va benissimo, se serve per riposarsi e può essere anche in un villaggio turistico, magari eliminando tutti gli animatori. Ci sono dei vantaggi in questa tipologia di partenza: prima di tutto non si vive il gap del cambiamento di abitudini e si hanno di solito delle comodità come a casa. Il viaggio invece è completamente diverso, è un'esperienza quasi mistica che non tiene conto di nessuna difficoltà. Detto questo, con un po' di pudore e un pizzico di vergogna, dico che la mia prossima vacanza è a El Gouna in Egitto.
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| KEYWORDS: musica / vip / milano / niccolò |
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