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Suoni e silenzi di un viaggiatore tra le note |
| di Benedetta Bagni - 07/01/09 |
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Dirige orchestre prestigiose e sa tutto dei tempi musicali ma lo stress da valigia è il nemico di Tito Ceccherini quando deve partire. Ce ne parla sorridente e sognante un solo paese: l'India.
Appassionato interprete di musica del nostro tempo, Tito Ceccherini ha collaborato con compositori come Salvatore Sciarrino, Alessandro Solbiati, Stefano Gervasoni. Ha fondato l'ensemble "Risognanze", prestigiosa formazione ad organico variabile, con cui ha affrontato capolavori del repertorio cameristico moderno da Debussy ai nostri giorni, ed ha effettuato diverse registrazioni.
L'interpretazione di "Luci mie traditrici" di Sciarrino è stata insignita fra l'altro del prestigioso premio Choc dalla rivista "Le Monde de la Musique". La sua attività concertistica lo ha portato a dirigere orchestre come la SWR di Stoccarda, la Tokyo Philharmonic Orchestra, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI (con cui ha anche inciso per la Stradivarius, una monografia dedicata a Giacinto Scelsi, per Kairos un cofanetto di 3 CD dedicati alla produzione sinfonica di Salvatore Sciarrino, e per Amadeus musiche di Daugherty e Nyman) e altri nomi prestigiosi.
Lui, insomma, di tempi se ne intende, eppure ogni volta che deve affrontare un viaggio il suo maggiore stress è la valigia e la paura di dimenticare qualcosa per la mancanza di tempo appunto.
"Mi piace viaggiare leggero con solo l'essenziale e nonostante questo mi devo preparare psicologicamente un paio di giorni prima della partenza per organizzare la mia valigia. Ho bisogno di molta calma, pazienza e disciplina se no sono sicuro di dimenticarmi qualcosa".
La stessa disciplina che probabilmente ha avuto nei suoi primi anni di studi quando aveva iniziato a studiare pianoforte, ma dopo poco si accorse che la sua strada era la direzione d'orchestra. Allora come adesso ci sono due modi per entrare in questo mondo o diventando assistente di un maestro o mettendosi in gioco e creando un gruppo da dirigere per farsi le ossa. Lui percorse entrambe le strade.
Come si prepara prima di un concerto?
Quando posso cerco di ritagliarmi un momento solo per me e rimango qualche momento al buio in silenzio assoluto. Era il mio rituale anche quando ero pianista. Non è sempre facile riuscire a dedicare un po' di tempo a se stessi prima del concerto perché è proprio in quegli attimi prima di entrare in scena che a tutti vengono dei dubbi che io devo sciogliere.
I principali impegni futuri lo vedranno dirigere a Salisburgo, Innsbruck, Madrid anche se quest'ultima per piacere. Quindi tanti viaggi che presuppongono una valigia.
"In effetti, in generale con il viaggio ho un rapporto d'amore e odio, non mi piace l'idea del distacco dal mio ambiente dalla mia cucina - io amo cucinare – e dalle mie abitudini. Ma quando poi sono in volo, non vedo l'ora di arrivare nel luogo che mi aspetta perché sono curioso, voglio scoprirne i particolari, il paesaggio, le tradizioni e i costumi".
Un luogo che sogna di visitare per questo motivo?
L'india, che io vedo come la madre di tutte le culture. E' la sintesi di un punto di incontro di diverse etnie e religioni totalmente differenti.
Nella foto: scenario himalayano. Courtesy of ©India Tourism Milan
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| KEYWORDS: direttore orchestra / intervista / tito ceccherini / vip |
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