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La Parigi dei fratelli Bergamasco |
| di Benedetta Bagni - 14/10/08 |
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I campioni di rugby Mauro e Mirco Bergamasco vestono i colori rosso e blu dello Stade Français di Parigi. Di questa città Mauro ci svela qualche segreto culinario, con un forte ricordo di New York, e una vita dedicata al rugby.
Avevano appena imparato a camminare e già correvano verso la meta. Fin da piccoli avevano solo una cosa in testa un pallone da rugby. Mauro e Mirco Bergamasco nascono a Padova nel 1979 e nel 1983, e se il primo arriva in nazionale nel 1993 (under 15) e nel 1998 indossa la maglia della nazionale seniores, il minore indossa la maglia azzurra da titolare all'età di 16 anni. Due giovani promesse che hanno avuto modo di esprimersi e sono oggi dei grandi campioni. Da un po' di tempo i due fratelli sono fianco a fianco e vestono i colori rosso e blu dello Stade Français di Parigi.
Abbiamo incontrato Mauro per farci raccontare qualcosa del loro mondo, il rugby, uno sport sempre più seguito e che conserva quel fascino particolare per la lealtà e il forte senso di appartenenza dei suoi giocatori.
Come si svolge la giornata di un campione di rugby?
Spesso, tutto gira attorno agli impegni sportivi che prendono buona parte della giornata. Al di fuori di questi momenti, viviamo come persone normali.
Come ci si sente a giocare nella stessa squadra di tuo fratello?
Lo reputo un privilegio, non capita a molti di poter condividere con un familiare, ancor più con il fratello, un'esperienza di tale alto livello.
Fuori dal campo litigate come tutti i fratelli?
Ovvio!
Chi protegge l'altro?
Siamo entrambi molto protettivi l'uno dell'altro. Io, da fratello maggiore, probabilmente lo sono un po' di più.
Qual è lo spirito con cui affronti ogni nuova partita?
La partita è il momento che si aspetta da una settimana. Ogni weekend ha qualcosa che assomiglia agli altri, perché ogni match va preparato con la massima attenzione, senza proporsi degli obiettivi impossibili, ma imperativamente ambiziosi. Ma c'è pure un lato da scoprire, legato alla squadra che si incontrerà, ad un avversario particolare, al tuo ruolo che ha qualche sfumatura nuova all'interno della tua squadra.
Avete un rituale prima di scendere in campo?
Nulla che assomigli ad una haka maori, però ci sono, di tanto in tanto, piccoli gesti che vengono ripetuti.
Cosa ami fare quando hai un po' di tempo libero e dove ti rifugi?
Trovo spesso qualcosa da fare, che sia a casa o fuori. Mi piace comunque ricavarmi degli spazi per stare tranquillo con i miei pensieri, per riposarmi e scaricare la tensione accumulata.
Cosa non manca mai nella tua valigia?
Sapone, deodorante e profumo...
Il viaggio che ti ha lasciato un miglior ricordo?
Non ne ho fatti molti al di fuori della mia attività rugbistica, ma New York mi è piaciuta tantissimo.
Se dovessi suggerire una meta di viaggio quale potrebbe essere?
Solo per lo spirito che ho conosciuto lì, gli Stati Uniti. Hanno sempre un lato che affascina. credo comunque che tutto il mondo meriti almeno una visita nella vita.
Il tuo viaggio ideale?
Quello che farò quando avrò un po' di tempo. Per il momento non ci penso nemmeno.
Vivi a Parigi: quali sono state le maggiori difficoltà da affrontare nella capitale francese?
A dire la verità, non abbiamo avuto grosse difficoltà per integrarci a Parigi. Un po' per lo statuto di giocatori di rugby professionisti con il quale siamo stati presentati, un po' perché la motivazione per questa esperienza mi ha spinto a prendere velocemente contatto con la lingua francese.
Quali ristorati e locali di Parigi potresti suggerire?
Ne potrei suggerire più d'uno. Dipende un po' da cosa si vuole mangiare e da quanto si vuol spendere. Io, personalmente, se mangio all'estero prediligo i ristoranti tipici, possibilmente non turistici. Tra i bistrot e piccoli ristorantini c'è "Chez Antoine" nel sedicesimo arrondissement, "L'Ami Jean" nel settimo, "La Poule au Pot" nel primo.... e tanti altri di cui non ricordo il nome.
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| KEYWORDS: vip / rugby / bergamasco / parigi |
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TEMI DI VIAGGIO
Divertente, Trasgressiva, Nottambula, Cosmopolita
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PERIODO MIGLIORE
aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, dicembre
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