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L'Oriente che incanta tra sogno e realta' |
| di Benedetta Bagni, foto ©Akira Okada/JNTO - 19/11/08 |
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Oltre ad essere un importante pianista, Roberto Cominati è anche un pilota di voli di linea. Di viaggi, dunque, ne ha fatti tanti. Lo abbiamo intervistato. Tra i suoi ricordi più vividi, il Giappone alla "Lost in Traslation" mentre tra i sogni nel cassetto, visitare l'India.
Nato a Napoli nel 1969, Roberto Cominati ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte, partecipando già dal 1976, con i più alti riconoscimenti, ai maggiori importanti concorsi pianistici nazionali, e ottenendo a otto anni l'ammissione per meriti speciali al Conservatorio S. Pietro a Majella. Vincitore del primo premio al Concorso internazionale Alfredo Casella di Napoli nel 1991, nel 1993 si è imposto all'attenzione della critica e delle maggiori istituzioni concertistiche europee con il Primo Premio al Concorso Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano. Ha collaborato con molti celebri direttori d'orchestra, fra i quali Sir Simon Rattle, Andrey Boreyko, Leon Fleisher, Daniel Harding, Yuri Ahronovitch, David Robertson, Aleksandr Lazarev. Questa la sua carriera da musicista ma, tra un concerto e l'altro, Roberto Cominati viaggia e non come turista bensì come pilota di un boing 737 dell'Air One.
Come si può conciliare un lavoro da pianista con quello di pilota?
Non è facile, ma si riesce. Come pilota, lavorando ogni sabato e domenica, ho altri giorni liberi che magari posso accorpare e avere il mio tempo per fare concerti e studiare.
Pilotare un aereo è un po' come suonare un pianoforte?
Prima di tutto fare il pilota è molto più facile di essere un musicista: si studia due anni e poi si può già pilotare un aereo di linea. Con la musica è decisamente più complicato, ci vuole metodo e orecchio e anni e anni di studio e in realtà non si finisce mai di imparare. Ci sono delle cose però che ho imparato suonando e che mi tornano utili anche da pilota, come la preparazione prima di un viaggio è più o meno la stessa che uso prima di un concerto. Quando io suono ho sempre una visione di insieme di quello che può succedere, mi preparo un'uscita di sicurezza se qualcosa dovesse andare storto. In volo siamo addestrati a sapere perfettamente cosa fare anche in caso di problemi. in più quello che accumuna le due professioni è una buona dose di stress.
Qual è il viaggio che le ha lasciato un miglior ricordo?
Ne ho tanti e per motivi diversi e spesso non sono quelli naturalistici del luogo, sicuramente l'Irlanda e l'Albania dove ho condiviso tante cose con i miei compagni di viaggio e poi la seconda volta che sono stato in Giappone.
Perché la seconda?
Quando ho messo piede in questo Paese mi sono sentito parte del film Lost in Traslation ed è stata davvero un'esperienza negativa. La seconda volta, invece, ho scoperto un altro mondo così diverso da quello cui siamo abituati. A volte sembra di essere stati mandati nell'iperspazio e la popolazione che ci troviamo di fronte sembrano extraterrestri, ma è una cultura affascinante.
Che genere di viaggiatore è?
Quando viaggio cerco di andare nei luoghi dove sono già stato e che mi hanno lasciato qualcosa. Ho capito che ritrovare quelle sensazioni è la cosa che mi piace di più. Quindi viaggio per ritrovare non per scoprire cose nuove. A volte vado in campagna per ripercorrere lo stupore di quando ero bambino e andavamo a raccogliere le uova. A volte mi faccio guidare dal mio piacere per il cibo in questo caso il mio istinto non ha niente a che vedere con i ricordi, mi piace proprio mangiare.
Il suo piatto preferito?
La pasta e, di solito, quando sono in viaggio ci rinuncio perché difficile mangiarla buona tranne da "Alfredo" a Sydney in Australia, ho mangiato una pasta con le vongole buonissima.
Che meta suggerirebbe?
Di visitare prima di tutto i luoghi della propria memoria, ma è una cosa troppo personale quindi l'Islanda o il Giappone per le sue sensazioni forti il loro modo apparentemente illogico di vivere e la loro gentilezza innata.
Alcuni suoi prossimi concerti sono all'estero, come la accolgono gli stranieri?
Devo dire che all'estero c'è un'attenzione maggiore rispetto all'Italia per quello che facciamo.
Il luogo che vorrebbe visitare?
L'India.
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