Vietnam: tra templi, pagode e Mekong

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La città di Hue (foto Alamy/Milestone Media)

Dall'elegante capitale Hanoi, con le sue ville coloniali, alla caotica Saigon, centro economico del Paese. Diciassette giorni da nord a sud, per ammirare città tutelate dall'Unesco, foreste, vulcani spenti, e spiagge caraibiche dalle dune colore dell'ocra

Lento scorre il tempo. Tra villaggi perduti e popolazioni dai costumi ancestrali, mercati e templi, pagode e case coloniali. Dove le dune sfiorano il mare e barche tradizionali navigano lente il Mekong. Solo così si può raccontare questo viaggio di 17 giorni in Vietnam, in un continuo scorrere di immagini e di sensazioni. Dove il tempo si dilata e la riflessione lascia spazio alla contemplazione. Si parte da Hanoi, città sulle sponde del Fiume Rosso, un tempo ricca di templi e pagode, trasformata nel secolo scorso dai francesi in una grande città coloniale con larghi viali alberati, laghi, parchi e ville in stile Anni 30. Qui si visitano il Mausoleo di Ho Chi Minh, la Pagoda a pilastro unico degli inizi del XI secolo, il tempio del genio Quan Thanh, il Tempio della Letteratura, il Tempio di Ngoc Son sul lago della Spada Restituita, la pagoda di Tran Quoc, fra le più antiche della città sulla sponda del Lago dell'Ovest, la Pagoda Ba Da o della Dama di Pietra.

Quindi Hoa Lu, l'antica capitale degli imperatori del XI secolo, seguita da Ninh Binh, meglio conosciuta come Halong Terrestre, uno dei più dolci e poetici paesaggi dell'Asia: in uno scenario quasi irreale scoscese formazioni rocciose emergono dalla piatta distesa delle risaie e si aprono in fantastiche grotte decorate da stalattiti e stalagmiti. Poi Hue, Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco per la sua ricchezza artistica, Danang, con la sua baia e la Montagna di Marmo, con pagode e grotte sacre che si susseguono in un paesaggio quasi surreale, Hoi An, un tempo porto di mare e scalo tra i più importanti per le navi cinesi, olandesi e portoghesi.

Il viaggio prosegue quindi sul'altopiano centrale dove i laghi si nascondono nei crateri di vulcani spenti e gli sprofondamenti della crosta rocciosa hanno creato avvallamenti dove l'uomo può coltivare il riso. Su questa terra vivono etnie molto diverse da quelle del Nord Vietnam. Non sono montanari ma popolazioni che fino agli inizi dell'Era cristiana abitavano le pianure solcate dal Mekong e la stretta fascia litoranea da dove furono cacciati prima dai Cham e poi dai Vietnamiti. Costretti a rifugiarsi in zone difficilmente accessibili, hanno a lungo conservato la loro purezza razziale e gli
ancestrali costumi di vita.
Si fa poi tappa a Pleiku, capitale della provincia di Gia Lai, una zona quasi sconosciuta al turismo, che fu sede di una grande base militare americana occupata poi nel 1973 dall'esercito sudvietnamita. Pleiku è considerato il capoluogo dell'etnia Jarai una delle 27 che vivono sull'altopiano centrale. Di religione politeista, sono profondamente influenzati dalle forze misteriose della natura. Tocca poi a Buon Ma Thuot, capoluogo di provincia del Dac Lac Plateau, immersa in piantagioni di caffè, pepe, caucciù e foreste, da cui le popolazioni locali ricavano il legname da costruzione con l'aiuto di elefanti addestrati. Questo è il cuore della terra dei Mnong e dei Rhadè, attraversata nell'antichità dalle più frequenti vie carovaniere che congiungevano le coste orientali con il bacino del Mekong.
Dalat (1475 sul livello del mare) era invece un tempo luogo di villeggiatura estiva per le elite francesi, soffocate dal caldo di Saigon. Oggi con i suoi scenari fioriti e ordinati è la meta preferita per le coppie
vietnamite in luna di miele. La città viene chiamata anche la Piccola Parigi, conserva ancora la residenza degli Anni 30 dell'ultimo imperatore vietnamita Bao Dai, quella del Governatore francese, e
numerose ville coloniali.

Fra piantagioni di caucciù, villaggi rurali e montagne coperte da foreste si raggiunge quindi il deserto sabbioso lambito dal mare. La costa segnata da spiagge, saline e dune ocra assume un carattere grandioso e fantastico a Mui Ne, pochi chilometri a nord di Phan Thiet. Quindi Saigon, la grande e caotica metropoli del sud: il Palazzo della Posta in stile liberty, la Cattedrale di Notre Dame de Saigon, il quartiere cinese con il Tempio Thien Hau. Infine, la vasta regione del Delta del Mekong. Qui ci si imbarca sul Cochinchine, elegante imbarcazione fluviale in legno (cabine con servizi privati) e si inizia la navigazione e attraverso canali e bracci di fiume affollati di barche per il trasporto di legname, riso e ogni genere di mercanzie fino ad arrivare a Cai Rang dove, a bordo di piccole imbarcazioni locali, ci si inoltra nel labirinto dell'animato mercato galleggiante.

Partenza: 9 agosto
Viaggio di 17 giorni con esperto Kel 12 dall'Italia (Annamaria Fumagalli). Costo da 3.750 euro (minimo 10 partecipanti, massimo 16) in camera doppia con pensione completa, volo dall'Italia e volo di linea Hanoi-Hue. Con Kel 12, tel. 02.2818112, vai al sito.

Altri operatori che propongono il Vietnam: Mosaico (vai al sito), Darwin Viaggi (vai al sito), Kuoni (vai al sito), Viaggi dell'Elefante (vai al sito), Viaggi del Mappamondo (vai al sito).

29 giugno 2012

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