
Un classico dell'estate. Da prenotare per tempo: la Namibia. Angolo di Africa Australe da pochi anni entrato nel Gotha delle destinazioni turistiche. Che oggi viene proposta in molte diverse combinazioni: difficile scegliere. Ma questa di 15 giorni permette in un unico viaggio di esplorare tutte le sue zone più interessanti: dal Parco Etosha al Kaokoland, con le Epupa Falls e i suoi abitanti, gli Himba; dal Damaraland a Cape Cross, con la colonia di otarie più popolosa del pianeta, al deserto del Namib, il più antico della Terra, fino alle dune rosso fuoco di Sossusvlei, le più alte del mondo.
Si parte dalla capitale Windhoek, città dalle strane atmosfere germaniche, che ne testimoniano il passato di colonia bismarckiana. Niente a che vedere con le tradizionali città africane caotiche e disordinate: il piccolo centro è tranquillo, pulito. Ha una disposizione urbanistica a griglia e mescola palazzi coloniali tedeschi e moderne costruzioni colorate.
Quindi si parte verso nord, in direzione del Parco Nazionale dell'Etosha, uno dei primi parchi naturali realizzati nel mondo (divenne riserva nel 1907), grande circa come il Piemonte. Iniziano i safari nel parco, dove vivono 114 specie di mammiferi e 340 di uccelli. Lungo le pozze d'acqua permanenti ai margini dell'Etosha Pan, giungono per abbeverarsi impala, orix, zebre, elefanti, giraffe, antilopi roane, springbok, eland, kudu, gnu e leoni. Tutt'intorno, bassi cespugli spinosi, alberi di molane e acacie.
Tocca poi al Kaokoland, regione della Namibia al confine con l'Angola, da cui è separata dal fiume Kunene. Qui vivono gli Himba, popolo arcaico di allevatori e raccoglitori, considerati gli ultimi pellerossa d'Africa. Qui, continuano la loro vita semi nomade allevando principalmente pecore e capre, rifuggendo qualsiasi tipo di modernità. Ancora oggi le donne hanno il seno nudo e distribuiscono sui capelli intrecciati e sulla pelle un impiastro ottenuto mescolando burro, cenere e ocra. Tutti indossano una minigonna con più strati di pelle di capra e ornamenti costituiti da conchiglie, pelle e ferro rivestito di ocra e fango.
Si scende quindi di nuovo a sud, verso il Damaraland, regione che prende il nome dai Damara, l'etnia principale. I suoi grandi spazi rappresentano una delle ultime aree faunistiche non ufficiali dell'Africa: un alternarsi di pianure ondulate, altopiani e montagne aspre e solitarie, di bizzarre formazioni geologiche dalle fantastiche colorazioni. Qui si trova il sito di arte rupestre di Twyfelfontein, uno dei più ricchi del continente. Non vi si trovano pitture, ma petroglifi, cioè graffiti eseguiti scolpendo la dura patina superficiale che ricopriva l'arenaria della zona. Patina che, con il passare del tempo, si è riformata proteggendo le incisioni dall'erosione. La maggior parte di queste opere fu probabilmente
realizzata da cacciatori San durante il paleolitico, quindi almeno 6000 anni fa.
Poco distante si erge uno spoglio crinale vulcanico lungo 12 chilometri, ai cui piedi si trova un'altura nota con il nome di Burt Mountain, Montagna Bruciata: una desolata distesa di scorie vulcaniche
dove il fuoco sembra aver fatto letteralmente terra bruciata. Qui non cresce nulla. Ma, poco lontano, ecco uno strano campo di quarzo che brilla sotto i raggi del sole. Seguendo poi un sentiero che entra in una piccola gola, ci si trova davanti a un altro spettacolo: inconsuete colonne di dolerite (basalto a grana grossa) alte 4 metri: da queste parti le chiamano Organ Pipes (canne d'organo). Inizia poi la lunga corsa lungo l'Oceano Atlantico e la parte meridionale della Skeleton Coast, che per lungo tempo è stata un cimitero per navi e marinai. I navigatori portoghesi la chiamavano As Areais do Inferno, Sabbie dell'Inferno. Perché, una volta che trascinati a riva, i naufraghi non avevano alcuna possibilità di scampo. Sulla regione aleggia ancora un'aria sinistra, resa reale dalla nebbia quasi perenne che avvolge il litorale.
Prima tappa, Cape Cross, sulle cui scogliere vive la più numerosa colonia di otarie dell'Africa Australe. Quindi la laguna di Walwis Bay e Swakopmund, cittadina dal fascino prussiano, dove tutto ricorda l'occupazione tedesca a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento: le insegne in gotico, i begli edifici dai tetti assurdamente spioventi per un luogo dove non piove quasi mai, la Kaiserstrasse dove si incontrano le donne Herero in costume tradizionale, anche in questo caso dall'anacronistico stile vittoriano. E poi il faro, l'antica stazione ferroviaria ora trasformata in hotel, la chiesa luterana, il tribunale, le caserme a forma di castello.
Infine, il deserto: il Namib, il più antico del mondo, un deserto vivente. Si perché dal vicino Oceano Atlantico arriva la fredda corrente antartica del Benguela che, portando umidità, soprattutto notturna, influisce su un ricchissimo sistema di vita inimmaginabile per un deserto all'apparenza così arido. Orici, sprigbook e struzzi e poi ancora insetti, uccelli, rettili; tutti hanno sviluppato tecniche di sopravvivenza tali da adattare il proprio metabolismo a un ambiente così estremo. Ci si addentra in uno scenario fantastico di dune sempre più alte dove i colori della sabbia contrastano con un cielo
limpidissimo. Poi Sossusvlei, dove una depressione forma un lago (la presenza dell'acqua dipende dalla quantità di precipitazioni durante la stagione delle piogge) contornato da alte dune. E infine Deadvlei, il lago morto, sovrastato da Big Papa (la più alta duna della zona), che offre un emozionante scenario di quello che è, forse, il più bello e fotografato panorama della Namibia.
Partenze: 5, 12, 19 agosto (di base da Milano e Roma). Possibilità di partire da altre città italiane salvo verifica eventuali costi aggiuntivi e disponibilità. Partenze garantita senza vincolo di numero minimo. Numero massimo di partecipanti: 11
Il viaggio di 15 giorni costa da 4.600 euro a persona in camera doppia con pensione completa e volo internazionale di linea, tutti i trasferimenti interni in minibus (Toyota Quantum omologato per 11 posti), guida/autista in lingua italiana durante tutto il tour. Con Azonzo Travel (tel. 02 3651 3294, vai al sito).
Altri operatori che propongono la Namibia: Kalahari (vai al sito), Kel 12 (vai al sito), I Viaggi di Maurizio Levi (vai al sito), Drive Out Viaggi (vai al sito), African Explorer (vai al sito), Il Tucano Viaggi (vai al sito)
15 giugno 2012
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