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Mongolia, partenza al volo per il lago ghiacciato
Karakorum e Altai, deserto dei Gobi e Ulan Bator. Terre e nomi affogati nell'immensità dell'Asia, luoghi della mente più che realtà geografiche. La Mongolia è sempre stata una fantasia, legata ai viaggi di Marco Polo e alle gesta di Gengis Khan. Punto di incontro fra le culture orientali e occidentali, vanta foreste di larici, fiumi, cascate, steppe infinite, monasteri buddhisti.
Questo tour di 15 giorni, fatto interamente via terra, porta alla scoperta del lontano Paese asiatico, poco conosciuto e ancor meno visitato, della sua storia, della sua natura e dei popoli che la abitano da millenni. E che, con i suoi due milioni di abitanti, ancor oggi in gran parte nomadi, sparsi tra steppe e deserti grandi cinque volte l'Italia, conserva l'eredità di uno dei più grandi imperi mai esistiti e del suo geniale condottiero: Gengis Khan.
Un Paese dove le strade asfaltate sono limitate a un solo grande asse che corre da ovest a est, i mezzi di trasporto - privati e pubblici - quasi inesistenti (ci si sposta ancora con i cavalli), le strutture turistiche minime, tanto che gli alberghi si trovano solo nella sua capitale Ulan Bator. Ma l'alternativa è decisamente affascinante: si dorme in ger (yurte), le tradizionali grandi tende dei nomadi dell'Asia centrale, vere e proprie abitazioni dalla struttura in legno, ricoperte di candido feltro, dove si dorme in comodi letti con materassi, piumini e lenzuola.
Tutto, durante questo viaggio, parla di antico e di ancestrale. E già a Ulan Bator, prima tappa del tour, si entra nell'atmosfera. La capitale, fino a pochi decenni fa, non aveva case, ma solo centinaia di bianche ger, tra le quali spiccavano i tetti colorati dei monasteri buddhisti. Da non perdere, oggi, l'imponente piazza Suhbaatar su cui si affaccia il Palazzo del Parlamento, in marmo nero, e il Museo Nazionale di Storia Naturale.
Da non perdere perchè è qui che si trovano i dinosauri del Gobi, l'immenso tavoliere a 1300 metri di altitudine, considerato uno dei giacimenti fossili più ricchi del mondo, una sorta di cimitero dal Cretaceo inferiore (da oltre cento milioni di anni) degli antichi animali abitanti del pianeta. Tarbosauri, sauropodi, adrosauri, ornitomimi, protoceratopi e i più conosciuti coccodrilli, mammuth, tartarughe, lucertole e uova di dinosauro si susseguono nelle sale del primo piano.
E nulla prepara alla sorpresa: aprendo un porticina si entra in un enorme salone. Qui, ricostruiti perfettamente a grandezza naturale, i magnifici due, i re dei dinosauri: i tarbosauri, carnivori di 15 metri, che vantano il titolo di più grandi predatori mai esistiti. Due giganti che incombono letteralmente sul visitatore. Uno spettacolo che toglie il fiato. Una curiosità: proprio questi giganteschi dinosauri hanno ispirato Steven Spielberg nella realizzazione di "Jurassic Park".
Dalla capitale il viaggio si muove in direzione ovest attraverso una regione di dolci colline e praterie ininterrottamente percorse dai cavalieri della steppa con le loro mandrie, costeggia le rovine di monasteri buddhisti del XVII secolo, sparsi un po' ovunque lungo i declivi, e arriva all'antica Karakorum, la capitale dell'impero mongolo fondata da Gengis Khan.
Dell'antica città restano solo poche rovine. Rasa al suolo dalle truppe cinesi degli imperatotri Ming nel 1382, ha salvato solo una povera tartarurga di pietra, che si suppone fosse il basamento della colonna di uno dei ricchissimi palazzi della città, e racconta gli sfarzi di quella che era il cuore di un potente impero.
Dove sorgeva Karakorum nel 1587 viene costruito il monastero buddhista di Erdene Zuu, all'epoca il più grande del paese e uno dei pochi a essersi miracolosamente salvato dalla distruzione del periodo stalinista, quando quasi tutti i centri religiosi lamaisti furono distrutti e migliaia di monaci furono uccisi o deportati. Lo spettacolo qui è unico: un grande quadrilatero di 400 metri per 400 con mura bianchissime interrotte da 108 stupa, piccole torri bianche che contengono ognuna le reliquie di un lama. E all'interno tre magnifici templi ricchi di maschere, thanka, sculture e due bianchi mausolei.
A questo punto si lascia l'asfalto e, fino alla fine del viaggio, si percorrono solamente piste. Si tocca la valle del fiume Orkhon, il più lungo del paese, con il monastero di Tuvkhun, celebre per essere stato il rifugio di Zanabazar (padre del buddhismo mongolo), la zona di Ongi Gol e il fiume Ongiin con le rovine del monastero Bari Yonzon Khamba.
Dalla steppa si passa poi al deserto e si arriva a Khongoriin Els, una regione che vanta le più alte dune del Gobi: un ondulatissimo e spettacolare mare di sabbia che corre per oltre un centinaio di chilometri. È una regione molto remota dove si incontrano solo alcuni nomadi che si spostano nel deserto in groppa ai loro cammelli.
Si raggiungono poi Bayanzag, una falesia di sorprendenti arenarie rosse dove negli anni '20 si fece la prima scoperta di uova e ossa di dinosauro, la Valle delle Aquile, Yoliin Am, con alte pareti a strapiombo che ombreggiano alcune zone della vallata per tutto l'anno, permettendo la conservazione di profondi strati e candele di ghiaccio fino all'inizio dell'estate, un'area questa che è all'interno del Parco nazionale di Gurvan Saikhan, e arriva fino alla parte più orientale dei monti Altai.
Il viaggio termina al Parco nazionale di Terelj, notoper il suo paesaggio tipicamente alpino, all'interno delle Khan Khentii Mountains a un'altitudine di circa 1600 metri. Istituito nel 1994, copre un'area di ben 1,2 milioni di acri. Un ambiente naturale del tutto incontaminato dove lupi, cervi, orsi e maiali selvatici si contendono il territorio con alcuni insediamenti di nomadi e agricoltori.
INFORMAZIONI
Kel 12. Partenze: 2 luglio (festa Naadam), 16 e 30 luglio, 3 agosto. Viaggio di 15 giorni (minimo 6 - massimo 16 partecipanti). Da 3.380 euro a persona in pensione completa. Comprende il volo di linea a/r Milano-Mosca-Ulan Bator, i trasporti interni in pullman a Ulan Bator, in Toyota 4x4 nel resto del tour, sistemazione in camera doppia in hotel 4 stelle a Ulan Bator, in ger con servizi in comune durante il circuito, visite ed escursioni, guida locale in inglese, accompagnatore italiano esperto per ogni partenza. Su richiesta estensione al lago Huvsgul.
Altri operatori che propongono la Mongolia: Azonzo Travel, I Viaggi di Maurizio Levi, Spazi d'Avventura, Viaggi dell'Elefante, Metamondo.
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