Nuova Zelanda: rugby, haka e mare d'autunno

di Ilaria Simeone

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L'isola Browns, detta anche Motukorea, che si trova nel Golfo di Hauraki (foto David Wall / Alamy)

Dalle lunghe spiagge del Golfo di Hauraki a Waiheke, meta emergente del turismo neozelandese. Dai grandi produttori del rosso Syrah alle baie di Auckland. Ad un passo dalla finalissima del Mondiale di Rugby, tutti i segreti per una vacanza "kiwi"

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Tutti neri in attesa del 23 ottobre. Parola d'ordine per gli appassionati della palla ovale, è all black. I Mondiali di Rugby stanno per concludersi e tra "haka" e avvincenti sfide, tifosi e semplici curiosi si sono riversati in Nuova Zelanda in attesa della finalissima.
Chi si trovasse lì e chi invece, affascinato dalle suggestioni kiwi, decidesse di partire, ha una meta da tenere a mente: Waiheke.

I primi a scoprirla sono stati gli artisti. Attratti dal mix di foreste pluviali, piccole baie rocciose e lunghe spiagge sul Golfo di Hauraki. Poi sono arrivati i produttori di vino, conquistati dal microclima caldo e secco perfetto per grandi rossi come il Bordeaux e il Syrah.

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WAIHEKE, TRA ARTE E VINO
Waiheke, lunga isola sdraiata al largo della costa, ma a soli trentacinque minuti di traghetto da Auckland, è la meta emergente del turismo neozelandese. Un posto dove la ricca borghesia si mescola ai vecchi hippie e le spiagge non sono mai affollate. Anche se sono "star" come Onetangi, una lunga striscia di candida sabbia battuta da onde costanti perfette per il surf, o Palm Beach, piccola baia a ferro di cavallo poco più a ovest. Dopo il bagno si può fare un tuffo nell'arte locale seguendo il Waiheke Arts Trail, un tour tra ventisei gallerie d'arte e negozi d'artigianato. Oppure, ci si può inebriare con un tour enologico. Sono quasi una trentina le aziende vitivinicole che aprono ai visitatori e offrono degustazioni. Molte hanno anche ricercati ristoranti dai tavoli all'aperto, come Stonyridge, sull'Onetangi Road, che produce il vino più celebre di tutta l'isola, il Larose (Cabernet Sauvignon più Merlot Malbec e Petit Verdot Cabernet Franc, di produzione biologica), da gustare ai tavoli del Veranda Café insieme ad altri vini top della casa come lo Chardonnay e il Syrah Grenache (tour con degustazione 5,70 euro).

AUCKLAND, TRA CANOE MAORI E FRITTELLE
Lasciata Waiheke, oltre la baia, si approda a Auckland. Allungata su una sottile lingua di terra tra l'Oceano Pacifico e il Mar di Tasmania, la città più grande della Nuova Zelanda si sviluppa in tanti quartieri. Ciascuno con la sua baia. Tutto qui gira intorno al mare, dagli sport (vela, windsurf, kayak, nuoto) alla gastronomia di pesce, fino alle attrazioni turistiche. Come il New Zealand Maritime Museum – che racconta la navigazione neozelandese dalle canoe maori all'America's Cup – o il Kelly Tarlton's Antarctic Encounter & Underwater World, acquario ricavato all'interno di antiche cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, attraversate da una galleria trasparente dalla quale si vedono i pesci nuotare.

I gourmand locali prenotano nell'affollatissimo Soul Bar & Bistro, tempio modernista del pesce sulla Viaduct Harbour: celebri le sue frittelle di bianchetti accompagnate dai bianchi locali. Fish, invece, è il regno del pesce impanato e alla griglia, con patate o riso (Pah Road 5, Greenwoods Corner, tel. 0064-96303059). Per il dopocena Auckland offre locali d'ogni tipo, dai pub tradizionali alle discoteche, ai teatri. Se cercate un classico, il posto giusto è l'Atoa Centre (Mayoral Dr 50, tel. 0064-93573353), per la musica e la danza classica, l'Honey (O'Connell Street 5, tel. 0064-93695639), lo champagne bar che sorprende con gin e vodka di produzione nazionale miscelati con feijoa e miele di manuka, mentre per i patiti di hip hop la tappa d'obbligo è al Fu Bar (Queen Street 166, tel. 0064-93093079): ci troverete il meglio delle band di Auckland.

17 ottobre 2011

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